Pechino ha eseguito la condanna a morte nei confronti del cittadino britannico Akmal Shaikh, trovato in possesso di droga, ma mentalmente instabile. È la prima volta dopo 50 anni che un europeo viene condannato in Cina. Pesanti critiche del governo inglese e dell’Unione europea.
Non si fermano le critiche del mondo occidentale alla Cina, che ha eseguito lo scorso 29 dicembre la condanna a morte nei confronti di Akmal Shaikh, cittadino britannico 53enne arrestato perché in possesso di quattro chili di eroina. Leggi il resto di questo articolo »
Dopo l’esecuzione di Akmal Shaikh, il 53enne inglese condannato a morte in Cina per traffico di droga, il ministro degli Esteri britannico ha convocato l’ambasciatrice cinese a Londra. La Gran Bretagna, ha spiegato una portavoce del ministero, vuole “ribadire” alla diplomatica Fu Ying la propria condanna nei confronti dell’esecuzione di Akmal Shaikh, giustiziato nonostante le richieste di clemenza avanzate 




