«Sono un ex tossicodipendente. Ho provato molte volte a disintossicarmi e sono stato rinchiuso per otto volte nei campi di lavoro. Non voglio tornare lì dentro, è un mondo terrificante. Un’oscurità senza limiti». Prendendo spunto da queste parole, Dove l’oscurità non conosce limiti è il titolo scelto da Human Rights Watch, organizzazione per la difesa dei diritti umani con sede a New York, per il suo ultimo rapporto sulla situazione nei cosiddetti «centri di riabilitazione» per tossicodipendenti in Cina. Secondo il gruppo umanitario si tratterebbe, in realtà, di vere e proprie prigioni, dove i tossicodipendenti sono sistematicamente vittime di pestaggi e ricatti, spesso costretti ai lavori forzati. Leggi il resto di questo articolo »
Human Rights Watch, organizzazione internazionale di difesa dei diritti umani, ha chiesto alla Cina di chiudere i centri di detenzione statali per tossicodipendenti. Secondo un rapporto dell’organizzazione, ai detenuti viene negato un trattamento corretto e sono spesso picchiati e costretti a lavorare senza nessun compenso. Human Rights Watch accusa la Cina di non applicare fino in fondo la legge che chiede trattamenti umani e proibisce le punizioni dei consumatori di droga detenuti. Leggi il resto di questo articolo »
Pechino ha eseguito la condanna a morte nei confronti del cittadino britannico Akmal Shaikh, trovato in possesso di droga, ma mentalmente instabile. È la prima volta dopo 50 anni che un europeo viene condannato in Cina. Pesanti critiche del governo inglese e dell’Unione europea.
Non si fermano le critiche del mondo occidentale alla Cina, che ha eseguito lo scorso 29 dicembre la condanna a morte nei confronti di Akmal Shaikh, cittadino britannico 53enne arrestato perché in possesso di quattro chili di eroina. Leggi il resto di questo articolo »
Non accadeva dal 1951 che la Cina condannasse a morte un cittadino di un paese europeo ma purtroppo il Paese di Mao non smette mai di stupire.
E così, nonostante le 27 accorate richieste di clemenza inviate dal governo inglese alla Cina per salvare la vita di Akmal Shaikh – 53enne affetto da disordine bipolare che era stato arrestato nel 2007 dopo essere stato trovato in possesso di una valigia con quattro chili di eroina all’aeroporto di Urumqi, nel nordovest della Cina – la Corte Suprema ha confermato la sentenza di morte, applicandola questa notte. Leggi il resto di questo articolo »





